Laboratorio di Manipolazione e Selezione Cellulare per la cura delle malattie ematologiche

La Fondazione Progetto Ematologia (FPE) ha intrapreso un ambizioso progetto che mira allo sviluppo e al completamento del Laboratorio di Selezione Cellulare, uno strumento innovativo in grado di selezionare le cellule da infondere ai pazienti sottoposti a trapianto di cellule staminali emopoietiche, e realizzato per la cura dei  pazienti ematologici.

Il laboratorio, ospitato all’interno dei locali della Fondazione Progetto Ematologia, è infatti inserito nel Dipartimento di Terapie Cellulari ed Ematologia dell’ ULSS n.6, centro di riferimento nazionale nella terapia delle malattie del sangue e di valenza internazionale nel settore scientifico, e svolge la sua attività all’interno del programma trapianti dell’ Ospedale.

Questo nuovo laboratorio si inserisce nello sviluppo di un progetto molto più vasto che si realizzerà con il completamento di un Laboratorio di Terapie Cellulari Avanzate, idoneo anche alla produzione di cellule staminali per uso clinico.

Le terapie cellulari sono una nuova frontiera per la medicina e il Laboratorio di selezione e manipolazione cellulare è uno fra i pochi centri in Italia a poter eseguire manipolazioni di questo tipo, permettendo al il Dipartimento di Ematologia di Vicenza di aumentare ulteriormente il tasso di guarigione nelle malattie tumorali del sangue come leucemie, linfomi e mielomi, anche per quanto riguarda le forme più gravi.

Il Laboratorio consiste di due camere in pressione positiva a contaminazione microbiologica e particellare controllata; il suo cuore è uno strumento che esegue la selezione immunomagnetica di popolazioni cellulari permettendone la rimozione o l’arricchimento, con grandi vantaggi per la cura dei pazienti trapiantati. 

Nel laboratorio si potranno effettuare in condizioni asettiche procedure di selezione e manipolazione cellulare. Infatti il fulcro del laboratorio è un dispositivo molto sofisticato che consente di selezionare dal sangue o dal midollo osseo del donatore specifiche cellule che si desidera trapiantare (per arricchire per esempio le cellule antitumorali anche nelle forme più gravi), o eliminare cellule che potrebbero rivelarsi dannose al ricevente (per esempio innescando il rigetto).

La selezione delle cellule avviene utilizzando degli anticorpi monoclonali molto specifici per diversi tipi di cellule (es. linfociti B, linfociti T, con attività immunosoppressiva o con particolari abilità a combattere agenti infettivi). Gli anticorpi sono legati alle cellule mediante microsfere metalliche. Un potente magnete all’interno dello strumento trattiene le cellule desiderate che poi vengono rilasciate sospendendo l’attrazione magnetica. Le cellule raccolte, essendo state manipolate in condizioni di assoluta sterilità e purezza, potranno essere direttamente infuse nel paziente.

I primi protocolli ad essere implementati prevedono di modificare la composizione delle cellule emopoietiche da infondere nel ricevente con le seguenti modalità:

  1. rimozione di quei linfociti T (CD8+) del donatore che causano la reazione di rigetto nel ricevente;
  2. arricchimento di particolari linfociti antitumore per aumentare la possibilità di guarigione dopo ricaduta della malattia nei pazienti che hanno subito trapianto da donatore familiare o non familiare (allogenico).
  3. selezione positiva di linfociti T attivi contro il Citomegalovirus (CMV) dalle cellule dei donatori. Le riattivazioni di CMV sono causa frequente di morbidità e mortalità nei pazienti che hanno subito un trapianto allogenico: l’infusione di queste cellule anti-CMV consente al ricevente di combattere l’infezione anche nei casi più gravi;

Il progetto di sviluppo del Laboratorio di Selezione Cellulare intrapreso dalla Fondazione Progetto Ematologia prevede l’implementazione nel tempo dei tre progetti sopra riportati.Ogni progetto si articola in uno sviluppo dei metodi produttivi, dei metodi analitici, dei metodi di immunmonitoraggio e del protocollo clinico.

Al momento è stato realizzato il laboratorio, ed è in buono stato di avanzamento il progetto 1 (rimozione di quei linfociti T (CD8+) del donatore che causano la reazione di rigetto nel ricevente). Il Laboratorio è infatti completo di tutta la strumentazione necessaria alla manipolazione delle cellule in sterilità.

La Fondazione Progetto Ematologia sta progettando la messa a punto e lo sviluppo dei progetti 2 e 3, anche in funzione della formazione del personale formato da figure professionali ad alta specializzazione in grado di gestire procedure complesse come quelle attuate presso la nuova struttura.