Questi sono i progetti nei quali la Fondazione Progetto Ematologia impiega le proprie risorse economiche, strumentali e umane:

  • Sviluppo e messa a punto di test diagnostici sempre piĂą avanzati per studiare le malattie del sangue a livello delle cause biologiche e delle alterazioni molecolari

Il Supporto all’attività clinica e alla diagnostica avanzata nel settore onco-ematologico e delle malattie della coagulazione è oggetto di un progetto congiunto di collaborazione tra la Fondazione Progetto Ematologia e l’ULSS di Vicenza. Attualmente il laboratorio del reparto di Ematologia, grazie all’integrazione con la Fondazione Progetto Ematologia, è in grado di eseguire qualificate indagini di laboratorio, anche utilizzando le più moderne tecniche di biologia molecolare, oltre a test molecolari e genetici per rilevare le principali alterazioni responsabili dello sviluppo di leucemie e linfomi. La FPE ha, fra i suoi progetti, quello di continuare a potenziare tale attività soprattutto in termini di adeguamento tecnico-strumentale. 

  • Supporto nell’implementazione di un Laboratorio di Terapie Cellulari Avanzate dove le cellule dei pazienti e dei donatori vengono manipolate per renderle capaci di combattere direttamente la malattia tumorale

La Fondazione Progetto Ematologia, assieme all’ULSS 6 di Vicenza e alla Fondazione Cariverona, è co-finanziatrice del Laboratorio di Terapie Cellulari Avanzate che si sta costruendo presso palazzo Giustiniani Baggio. La Fondazione ha partecipato fin dall’inizio alla preparazione tecnica ed operativa per sua costruzione, e presso i suoi laboratori di ricerca si procede con l’attività di ricerca traslazionale e di preparazione delle procedure propedeutiche all’inizio dell’attività clinica del Laboratorio. La Fondazione Progetto Ematologia impegnerà inoltre il suo personale nella messa a punto di protocolli clinici, nella partecipazione a numerosi stage anche all’estero (Europa e USA) e nell’instaurazione di un contatto regolare con l’Agenzia Nazionale del Farmaco (AIFA) e il Centro Nazionale Trapianti (CNT).

  • Completamento del Laboratorio di Selezione e Manipolazione Cellulare per la cura delle malattie ematologiche e collaborazione con il centro di WĂĽrzburg

La Fondazione Progetto Ematologia ha realizzato (con contributo ad hoc di donazioni da benefattori privati) la costruzione di un Laboratorio di Selezione e Manipolazione Cellulare, utile alla manipolazione delle cellule in sterilità. Il Laboratorio rende possibile selezionare dal sangue o dal midollo osseo del donatore specifiche cellule che si desiderano trapiantare, o eliminare cellule che potrebbero rivelarsi dannose al ricevente, e per questo rappresenta un’importantissima possibilità di migliorare le terapie antitumorali nelle malattie del sangue, inserendosi all’interno del più ampio programma che la Fondazione Progetto Ematologia e l’ULSS 6 stanno sviluppando nelle terapie cellulari avanzate. Per un completo sviluppo del laboratorio la FPE sarà impegnata nella preparazione di protocolli clinici e nella loro traslazione direttamente sui pazienti trapiantati. In quest’ottica la Fondazione Progetto Ematologia ha recentemente avviato e formalizzato una collaborazione con il laboratorio di immunoterapia del Zentrum Innere Medizin-Hamatologie di Würzburg per studiare lo sviluppo di protocolli sperimentali e clinici. Lo sviluppo di questa collaborazione consentirà un interscambio di ricercatori per l’implementazione e il set up di procedure sperimentali.

  • OspitalitĂ  ricercatori

La Fondazione Progetto Ematologia ha attrezzato uno degli appartamenti disponibili all’interno di Palazzo Baggio per poter ospitare ricercatori provenienti dall’Italia o dall’estero allo scopo di sviluppare e stabilizzare i rapporti in corso con i centri collaboranti.

  • Potenziamento dell’UnitĂ  Studi Clinici e Data Management

La Fondazione Progetto Ematologia ha ricevuto, da parte dell’Agenzia Italiana del Farmaco, le credenziali per avviare e gestire sperimentazioni cliniche in quanto è registrata e riconosciuta da parte dell’Osservatorio Nazionale per la Sperimentazione Clinica dei Medicinali come promotore di studi clinici. A questo fine, nel 2012, la FPE ha costituito al suo interno un’ “Unità Studi Clinici e Data Management” (USC) dedicata alla gestione e conduzione degli studi clinici promossi dalla Fondazione stessa o promosse da enti terzi, e condotte presso la Divisione di Ematologia dell’ULSS n.6. La FPE intende potenziare l’USC in termini di personale dipendente, in modo da consolidare le competenze e consentire l’adeguamento alle norme internazionali di sperimentazione sempre più stringenti e soggette a controlli e ispezioni.

  • Sviluppo Progetto VITA (Vicenza Trombosi e Arteriosclerosi)

Il Progetto VITA, iniziato oltre 20 anni fa, ha permesso di arruolare nello studio 15.070 persone residenti della città di Vicenza delle quali sono oggi disponibili molti dati clinici. Di ciascun soggetto è stato inoltre conservato un campione di DNA, sulla base del quale è possibile studiare tutti i fattori di rischio per lo sviluppo di malattie delle coagulazioni, tumorali o degenerative. La Fondazione Progetto Ematologia intende organizzare la raccolta elettronica dei dati finora ottenuti per sfruttare la possibilità di prevedere i rischi per le malattie più importanti che colpiscono la nostra popolazione, sulla base dell’analisi del DNA, anche in relazione al fatto che una popolazione di questo genere è pressoché unica al mondo.

  • Progetto di costituzione di una biobanca

Il Dipartimento di Terapie Cellulari ed Ematologia e la Fondazione Progetto Ematologia hanno in deposito molte migliaia di campioni biologici (oltre 15.000 solamente considerando il Progetto VITA). La Fondazione Progetto Ematologia vorrebbe trasformare questo “deposito” in una biobanca (raccolta di campioni biologici anonimizzati) depositando il materiale biologico raccolto in un data base elettronico criptato ed interrogabile al fine di rilevare, in un processo di monitoraggio prestabilito, sia le malattie precedenti la donazione sia  gli eventi clinici successivi. I benefici della costituzione di una biobanca di questo tipo sarebbero a tempo indeterminato e proiettabili nell’arco di decenni. Una biobanca del genere farebbe inoltre  di Vicenza una star internazionale nel settore. 

  • Studi clinici di outcome research e di epidemiologia

Presso il Dipartimento di Terapie Cellulari ed Ematologia dell’Ospedale di Vicenza (che copre al 100% il fabbisogno diagnostico e assistenziale delle malattie del sangue nell’ambito della propria ULSS oltre che, a macchia di leopardo, nell’ambito di tutta la regione) è disponibile un archivio di circa 50.000 cartelle cliniche di pazienti con problemi ematologici. Attraverso l’archivio del reparto è possibile tracciare il numero e la natura delle malattie ematologiche insorte nella popolazione dell’ULSS ad iniziare dal 1992. La Fondazione Progetto Ematologia vorrebbe realizzare uno studio epidemiologico che, sulla base di queste premesse, potrebbe fornire le stime di incidenza annuale nella nostra popolazione delle principali malattie del sangue e mostrarne l’andamento nell’arco di un ventennio. I risultati ricavati sarebbero un risultato di indubbio interesse anche sociale.

  •   Sperimentazione di nuove terapie farmacologiche per la cura dei linfomi e delle leucemie

La Fondazione Progetto Ematologia finanzia i progetti di ricerca scientifica che nascono all’interno della Divisione Terapie Cellulari dell’Ospedale San Bortolo di Vicenza. Si tratta di rendere possibili approfondimenti e ricerche che migliorino la cura delle principali malattie tumorali in ambito ematologico. In concreto la Fondazione Progetto Ematologia rende possibile una preparazione e una formazione scientifica ai massimi livelli per alcune biologhe impegnate nello sviluppo delle terapie cellulari, nuova frontiera di ricerca che ha il compito di individuare future nuove cure per i tumori del sangue. Alcuni progetti di chemioterapia innovativa all’interno del Reparto di Ematologia, attualmente ancora in corso, sono stati sostenuti dalla Fondazione Progetto Ematologia e consentono ai pazienti di ricevere cure all’avanguardia altrimenti difficilmente disponibili.

  • Partecipazione a progetti internazionali di ricerca scientifica